MINIASSEGNI

Comparvero in Italia nel Dicembre del 1975 in sostituzione degli spiccioli che in quel periodo scarseggiavano e che fino ad allora erano stati sostituiti da caramelle, francobolli, gettoni telefonici e buoni merce emessi dai Grandi Magazzini.

Sui motivi della carenza di spiccioli ci furono diverse e fantasiose ipotesi. Ci fu chi parlò di una colossale manovra speculativa, chi di inefficienza da parte della Zecca di Stato, chi della diffusione dei distributori automatici e chi – teoria più originale - sosteneva che queste monete, coniate con un tipo di acciaio prezioso, venissero inviate in Giappone per la costruzione di fondi per  orologi.

Le banche, non potendo emettere moneta (prerogativa esclusiva delle Banca Centrali), aggirarono il divieto usando  l’escamotage dell’emissione di veri e propri assegni circolari di piccolo taglio intestati ad enti e società. In teoria, gli stessi sarebbero dovuti circolare con le varie girate dei soggetti che ne entravano in possesso, ma in pratica venivano scambiati di mano in mano come se fosse vera e propria moneta corrente.

Fu un’invasione. Ne circolarono migliaia di tipi diversi per data e/o intestatario da quasi tutti gli Istituti Bancari per un ammontare stimato in oltre 200 miliardi di lire (103 milioni di €).
Avevano un valore nominale che variava dalle 50 alle 350 Lire e fu un affare colossale per le banche dato che moltissimi di questi miniassegni andarono distrutti a causa della pessima qualità della carta o finiti in mano ai collezionisti o ancora dimenticati nei cassetti e mai incassati.

Ne furono emessi oltre ai “ bancari normali ” anche di tipo lungo, figurati, sovrastampati, buoni acquisto e anche di falsi.

Sparirono sul finire del 1978 quando il poligrafico dello Stato fu finalmente in grado di sopperire alla mancanza di spiccioli, aiutato dall’inflazione che in quel periodo era elevatissima.

Snobbati (umiliati) dalla numismatica ufficiale, s’imposero nel mondo del collezionismo interessando migliaia d’appassionati.

Furono stampati i primi cataloghi con quotazioni e rarità.

Alcuni pezzi raggiungevano il milione di Lire (€ 516).

All’epoca un giornale costava 150 Lire ( € 0,12 )

 

Quasi introvabili nei mercatini domenicali, sono però presenti in grande abbondanza su tutte le aste online.

Di seguito alcune esempi di raccolte tematiche

 

 

I BUONI ACQUISTO

 

Sono gli antenati dei miniassegni. Nati nei primi anni 70, sempre con lo scopo di sopperire alla moneta spicciola, venivano fatti stampare da Supermercati e semplici negozi e potevano essere spesi solo presso le stesse attività.

 

I SOVRASTAMPATI

 

I primi furono quelli che ricordavano il dramma del terremoto del 76.

“Aiutate il Friuli – Grasie FRADIS - Aiutate il Friuli per la sua sopravvivenza”

Ne seguirono tanti altri che pubblicizzavano eventi tipo: Fiera di Milano,  o località turistiche e monumenti. Non c’è un quadro completo di questa tipologia, ma si parla di circa un migliaio di miniassegni con sovrastampe

( Fronte-Retro) diverse di una quarantina di istituti.

I LUNGHI

 

Di dimensioni simili ai normali assegni di conto corrente,  di valori compresi fra le 50 e le 450 lire, (ma ne esistono alcuni da 1000 e 2000 lire) sono stati emessi da decine di Istituti e non hanno, in pratica, mai circolato . Sono, da molti collezionisti, considerati i più rari e più belli.

Ne sono stati stampati oltre 200 tipi diversi.

 

MINIASSEGNI FIGURATI


Creati quasi esclusivamente per il mondo del collezionismo, riportano sul fronte, figure di località turistiche, costumi, fauna e sport relative ai luoghi di emissione. Vennero stampati in serie di diversi valori a partire dal 1977 e nella maggior parte dei casi da Istituti del Trentino. Esistono però anche di Lesmo, Barlassina, Cantù, della Valtellina ed altri.

Ne furono stampate oltre 200 serie per un totale di 1161 valori.

 

PROVE DI STAMPA


Ne esistono di tutti i miniassegni emessi. Sono spesso privi di intestatario e/o numero di serie, ma circolano -  fra i collezionisti - anche fogli interi non tagliati. Vere rarità.

 

 

MAI EMESSI

 

Sono anch’essi prove di stampa, ma dopo le prove, alcuni istituti ordinanti, hanno deciso di non procedere più all’emissione o di cambiare decisamente colori e grafica.

I FALSI

 

Non potevano mancare i miniassegni falsi.  Sono quasi sempre stampati su carta normale (non filigranata) e con colori non proprio identici.

Esistono valori intestati a banche inesistenti e spesso venivano trattati facendoli girare in appositi mescolatori per creare un finto invecchiamento.

Ovviamente non se ne conosce la quantità stampata.